Salame Tizzone e Pera Picciola i super-nicchia di Toscana

by nfondelli 3 November 2009 05:56

L’agresto di San Miniato, la pera picciola. Ma anche la susina amoscina nera o il salume Tizzone di Giustagnana. Sono solo alcuni dei 465 prodotti tradizionali della Toscana, oggi alla ribalta, che devono essere tutelati e rilanciati per fare economia e permettere la sopravvivenza dei territori rurali marginali.

Sulla scia di quelli che “ce l’hanno fatta” come la ciliegia di Lari o il Pollo del Valdarno. E’ quanto sottolinea la Cia Toscana, che a Firenze presso l’Accademia dei Georgofili, ha organizzato una tavola rotonda dal titolo “Prodotti agroalimentari tradizionali: un’opportunità da valorizzare”.

"Le produzioni tradizionali – ha affermato Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana – possono rappresentare una modalità efficace di qualificazione di produzioni agricole e artigianali alimentari, di limitate dimensioni produttive".

Un sistema efficiente che qualifichi i prodotti tradizionali può rilanciare le produzioni e creare nuove opportunità di reddito e di sviluppo nelle aree rurali – spiega la Cia Toscana – in modo diverso e integrativo, e non sostitutivo, a quello dei prodotti a denominazione di origine. Le Dop e le Igp (19 in totale in Toscana, oltre a 45 vini a Denominazione riconosciuti in tutta la regione) devono restare uno strumento fondamentale per un numero limitato di produzioni pregiate e sufficientemente attrezzate.

La Cia Toscana, in occasione dell’appuntamento fiorentino, ha presentato il progetto ed esperienze già svolte, realizzato in collaborazione con Agia e Cipaat Sviluppo Rurale della Toscana e cofinanziate da Arsia, per il recupero di alcuni prodotti tradizionali regionali.
"Con queste esperienze – ha detto Roberto Scalacci, curatore del progetto – si dimostra che si possono coniugare positivamente la salvaguardia della biodiversità, recuperando le produzioni tradizionali, e la sua valorizzazione promuovendo opportunità di crescita per le imprese, non solo agricole, e di  sviluppo per le aree rurali".

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La buona tavola del medioevo in un libro

by nfondelli 3 August 2009 07:15
I gamberi abbinati all'uva passa e i porri alle mandorle. I fichi farciti con le noci prima di essere fritti nell'olio. In tavola, vini del Chianti e Malvasia.

I palati esigenti apprezzeranno "L'invito alla mensa del mercante del Trecento", titolo che incornicia il libro scaturito dalle ricerche su documenti storici conservati a Palazzo Davanzati edito da Polistampa (italiano/inglese, pp. 48, euro 6).

Da poco nelle librerie, il 24 agosto troverà spazio anche nei supermercati toscani, luogo ideale per questa "cucina del tempo che fu" in pillole, dove alle pagine con ricette si alternano informazioni sulle abitudini dell'epoca.

Il tutto illustrato dalle immagini di opere d'arte di Lorenzetti, Buonisegna, Cennini e altri ancora e dalle riproduzioni e trascrizioni di originali ricette manoscritte, dove figurano la porrata bianca, i pollastri affinocchiati, la torta di gamberi e i fichi ripieni.

La pubblicazione rappresenta un'agile sintesi del materiale elaborato nel periodo 1980-1990 dalla Sezione Didattica della Soprintendenza fiorentina diretta da Maria Fossi Todorow in collaborazione con Mina Bacci, Chiara Baldasseroni, Maria Paola Masini, Maria Luisa Selvi e Cristina Valenti. Il risultato è la cucina medievale che tutti si aspettano: un trionfo di gusto agrodolce e colesterolo, davvero degno di essere chiamato peccato di gola.

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Toscana&Chianti news in onda su Sky

by nfondelli 22 May 2009 07:01
In anteprima per voi, la puntata che ci è stata dedicata da Sky, Canale 830, Viva l'Italia Channel.

Scelti come eccellenza d'Italia!

Andate su you tube, digitate giulianoplus e vedrete comparire i due video dedicati a noi.. 

 

http://www.youtube.com/watch?v=3KOF1pqMEfM

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Un pensiero

by nfondelli 6 April 2009 13:50

Tutto lo staff di Toscana & Chianti News in questo momento, è particolarmente vicino agli amici abruzzesi per la drammatica sciagura che ha colpito la loro bellissima terra.

Forse non siamo bravi in questi comunicati, ma credo che a poco servano tante parole in questo momento se non a trasmettere la vicinanza dei nostri cuori a quanti duramente colpiti dal sisma di questa notte.
Preferiamo stringerci a voi in silenzio rispettoso.

Il Direttore
Nadia Fondelli

foto Reuters

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ll Casentino cerca il suo dolce

by nfondelli 20 February 2009 12:44
Professionisti, scuole, appassionati, tutti sono invitati a partecipare al concorso indetto dal Comune di Bibbiena: “Una dolce idea per il Casentino”.

I concorrenti dovranno creare un dolce, utilizzando almeno un prodotto tipico della Valle.
Un’apposita commissione, composta da esperti e tecnici del settore, esaminerà i dolci presentati dai candidati e sceglierà il vincitore.  In palio 500 euro di prodotti enogastronomici, viaggi e altro ancora.

Il concorso prevede tre diverse categorie, con premi differenti:
- professionisti, (premio simbolico);
- privati cittadini (in palio una fornitura di €uro 500,00 in prodotti da acquistare tra gli operatori del Mercatale e un fine settimana “mare/montagna” per due persone o corrispettivo in valore per “viaggio club” offerto dall’Agenzia “Casentino Viaggi” di Bibbiena);
- scuole o associazioni (premio in natura da definire).

La fase finale della manifestazione si svolgerà sabato 28 marzo, nel salone delle feste del Palazzo Comunale.

Per informazioni:Assessore Carlo Gori - Comune di Bibbiena, carlogori2007@libero.it – Tel. 380 3278978; Ufficio Sviluppo Economico - Comune di Bibbiena (tel. 0575 530630); Ufficio Informazioni Turistiche - Comune di Bibbiena (tel. 0575 536943).

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Ottava edizione per “PisaUnicaTerra... L’olio”

by nfondelli 19 February 2009 11:30
Il territorio di Pisa torna a mettere in vetrina i suoi extravergine più pregiati: dal 21 al 23 febbraio va in scena “Pisa Olio”, l’appuntamento annuale giunto alla 8° edizione con le aziende del panorama locale.
La manifestazione, promossa da Provincia di Pisa, Camera di Commercio e Consorzio per la tutela dell'olio extravergine d'oliva toscano Igp, si svolgerà nelle sale della stessa Camera di Commercio.

Diversi gli elementi di novità, a partire dalla prima edizione del premio “Pisa Olio” e dalla denominazione della mostra, che assume il titolo "PisaUnicaTerra... L'olio", a sottolineare, spiega il vicepresidente della Provincia con delega all'Agricoltura, Giacomo Sanavio, "la piena integrazione di questa rassegna settoriale nell'alveo di ‘PisaUnicaTerra', il progetto permanente di marketing turistico dell'intero territorio, che punta alla sua promozione valorizzandone, non separatamente ma in una logica d'insieme, tutte le varie identità e vocazioni".

Vocazioni che hanno, accanto a quello identitario, un valore economico ben consistente. Quella dell'olio è infatti una realtà che abbraccia 7.400 ettari di terreni, sui quali 27 frantoi curano oltre 1 milione di piante e danno luogo a una produzione olearia di circa 15 mila quintali.

"L'olivicoltura merita grande attenzione. Ecco perché tra le altre iniziative nel segno della qualità - ricorda Fabrizio Filippi per la Camera di Commercio - abbiamo istituito un Comitato di assaggio interprofessionale riconosciuto dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali".

Questa la mappa delle zone di coltivazione presenti in provincia: Monti Pisani (con l'omonima Strada dell'olio) comprendente i comuni di Buti, Calci, San Giuliano, Vecchiano e Vicopisano; Colline interne: Pontedera, Ponsacco, Lari, Crespina, Casciana, Chianni, Capannoli, Palaia, Peccioli, Terricciola, Lajatico, Bientina, Santa Maria a Monte, Castelfranco, Montopoli, Santa Croce e San Miniato; Colline litoranee: Fauglia, Lorenzana, Orciano, Santa Luce, Montescudaio, Guardistallo, Riparbella, Castellina e Casale; Valdicecina: Volterra, Pomarance, Monteverdi, Montecatini e Castelnuovo.

Il salone - al quale saranno presenti, con i loro prodotti, oltre 40 aziende - si aprirà, sabato 21 dalle 9.30 alle 13, con il convegno "L'olivicoltura pisana tra innovazione e tradizione", cui prenderanno parte, tra gli altri, il vicepresidente della Provincia Sanavio, il presidente della Camera di Commercio Piefrancesco Pacini, il funzionario della Regione Toscana Luciano Zoppi.

Il calendario della rassegna, che sarà a ingresso libero, prevede poi sabato 21 e domenica 22, dalle 15 alle 19.30, la possibilità per il pubblico di effettuare assaggi al bancone dell'Oil Bar (quota di partecipazione 2 euro, comprendente l'apposito bicchiere più una lattina di olio extravergine Igp) e di esprimere il proprio voto per il miglior olio.

Nelle stesse giornate, alle 17.30, si svolgeranno inoltre degustazioni guidate a numero chiuso (per iscriversi contattare l'indirizzo e-mail agricoltura@pi.camcom.it); mentre domenica 22, alle 16.30, avrà luogo la proclamazione dei vincitori ufficiali del premio Pisa Olio 2008-09 per le quattro categorie in gara (fruttato leggero, fruttato medio, fruttato intenso e biologico), selezionati da una giuria professionale. Infine, chiusura del programma lunedì 23 febbraio, con un'intera giornata di lavoro in due sessioni (ore 10-13 e 14-17) riservata a operatori dei settori ristorazione e medio-piccola distribuzione, in collaborazione con Ascom e Confesercenti. 

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Al via il primo corso per "Sommelier" del sigaro

by nfondelli 18 February 2009 05:39
Dopo vino, grappa, olio e perfino acqua, anche il sigaro toscano avrà finalmente il suo sommelier.

Partirà infatti il 21 febbraio il primo corso italiano per “Catadores” di I livello, organizzato dal Club Maledetto Toscano (www.maledettotoscano.it) nella cantina Avignonesi, azienda storica del Nobile di Montepulciano.

Quella del catador (così si chiama il degustatore di sigaro) è una figura che si è già affermata in tutto il mondo, ma che in Italia, uno dei Paesi in cui il tabacco di qualità viene prodotto con sistemi antichi che danno vita, tra l’altro, al celebre Sigaro Toscano, ancora mancava.

“La finalità di questo corso - spiega Stefano Fanticelli, presidente del Maledetto Toscano - è quella di fornire le conoscenze essenziali per la comprensione di un manufatto che non è riconducibile o identificabile con i prodotti provenienti da una sola regione, perché le diverse aree di produzione, in virtù delle differenti caratteristiche climatiche e della natura del suolo, ma anche del tipo di coltivazione e della realtà socio-economica della regione, conferiscono specifiche peculiarità ai vari prodotti”.

“Per questo - continua il presidente del Club dedicato al Toscano - ci auguriamo che emerga chiaramente l’intento di sviluppare nell’allievo una capacità ed una libertà di giudizio che gli consentano di mantenere un approccio estremamente obiettivo nei confronti dei prodotti provenienti dalle varie aree di produzione”. Il corso, al quale prenderanno parte come relatori alcuni tra i più importanti esperti del settore, si concluderà sabato 13 giugno con l’esame finale che darà l’opportunità, a chi lo avrà superato, di conseguire l’attestato di catador di primo livello.

La scelta della sede non è casuale: Avignonesi è famosa in tutto il mondo soprattutto per l’Occhio di Pernice, grande vino da meditazione che ben si abbina proprio con un sigaro di alta qualità. 

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La cucina toscana dagli Etruschi ai giorni nostri in un ricettario

by afedossova 16 January 2009 05:04

La cucina toscana dagli Etruschi ai giorni nostri, passando per il Rinascimento Sarnus raccoglie e ristampa più di 300 ricette in un curioso volume.

Ristampato Cucina del cuore della Toscana di Licia Lari e Mauro Montanelli (edizioni Sarnus, pp. 280, euro 14) che già nel 2006 aveva riscosso successo non soltanto tra gli appassionati di cucina.

Esistono numerosi ricettari e volumi che trattano le specialità della nostra regione, ma quello dei due autori toscani, rinomati maestri nell'arte culinaria, affronta l'argomento con occhio diverso, prestando attenzione non soltanto alle pietanze, ma a tutti gli aspetti della tradizione secolare di cucina toscana. Si scopre così come molte delle nostre ricette siano nate e cambiate col passare dei secoli, e quali siano gli eventi storici e gli aneddoti ad esse collegati. Dopo una prima parte interamente storica, che spazia dall'antica cucina etrusca fino al Rinascimento, il testo si sposta ad un'epoca più vicina alla nostra, raccontando i piatti tradizionali che gustiamo ancora oggi, quelli, per intendersi, cucinati dalle nostre nonne. È qui che si parla delle ricette toscane più caratteristiche e diffuse nella nostra terra, come la lepre in dolcefforte o la trippa castellana. Arricchito e reso agevole da indici analitùando in modo esaustivo la tradizione gastronomica toscana. (g.d.l.)

Un grande realizzatore di banchetti e il suo braccio destro, nonché moglie, raccontano in questo libro tutta la tradizione culinaria toscana: come le ricette siano nate, quali origini abbiano avuto i loro nomi, come si siano sviluppate nei secoli e quali aneddoti e curiosità vi siano legati.

Dopo aver ripercorso il modo di cucinare e di stare a tavola naturalmente anche attraverso le ricette - dei primi abitanti dell'Etruria, della Toscana romana, medievale e rinascimentale, gli autori dedicano un'ampia sezione alla tradizione e alla cucina delle nostre nonne, dal brodo "del parto" alla minestra di centopelle, dalla lepre in dolcefforte alla trippa castellana, dalle ciliegie cotte nel vino ai cavallucci e ai berriquocoli.

Arricchito e reso agevole da indici analitici e per epoca, il libro siavvale di un apparato di illustrazioni tratte da ricettari antichi e raccoglie, in tutto, oltre 300 ricette, rievocando in modo esaustivo la tradizione gastronomica toscana.

I edizione: dicembre 2005
II edizione: gennaio 2009

Info su www.sarnus.it

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Con pane e pecorino toscani cuore sempre giovane

by afedossova 9 December 2008 07:50

Pane e pecorino fanno molto bene al cuore. Purché toscani. Purché di un particolare grano tenero e del latte di pecore allevate al pascolo in provincia di Pisa. Entrambi contribuiscono a conservare in efficienza il sistema cardiovascolare e a prevenire infarto e cardiopatie.

Lo dimostrano due studi paralleli condotti all’Università di Firenze dal Centro Interdipartimentale di Ricerca e Valorizzazione degli Alimenti (CeRA), che ne presenterà i risultati mercoledì 10 Dicembre 2008 nel corso di un convegno scientifico nell’Aula Magna del Rettorato (piazza S. Marco, dalle ore 8,30) sul tema "Qualità e Tipicità dell’Alimento: alla ricerca del Benessere".

"Il pane ci sorprende sia per i prezzi ormai altissimi, sia per le qualità salutari", spiega il professor Vincenzo Vecchio, direttore del Centro, che firma la prima ricerca con un gruppo multidisciplinare della Facoltà di Agraria, "Ciò che abbiamo scoperto è che se lo prepariamo secondo l’antica tradizione e con le varietà di grano di un tempo, può davvero abbassare i rischi di arterosclerosi, di colesterolo alto e delle varie patologie della circolazione".

Lo studio ha avuto per cavie una ventina di volontari e per oggetto il pane ottenuto dalla lievitazione a pasta acida di farina di grano tenero Verna macinato con mulino a pietra. Si tratta di una vecchia varietà di frumento, precisa Stefano Benedettelli (Facoltà di Agraria), molto diffusa in Toscana, soprattutto nelle zone di montagna, nota per i contenuti elevati di antiossidanti come polifenoli e flavonoidi. Se consumato semi integrale contiene anche vitamina E.

Per 10 settimane le cavie, donne e uomini di età fra i 21 e i 61 anni, ne hanno mangiato 150 grammi al giorno. Poi, per un periodo identico, hanno mangiato pane comune. Lo studio è stato coordinato dall’internista Rosanna Abbate (Facoltà di Medicina) e non ha offerto alcun dubbio circa il confronto. Con il Verna il colesterolo cattivo (LDL) è sceso del 15%, i marcatori d’infiammazione (proteina C-reattiva o interleuchina 6) del 20%, la viscosità del sangue del 25%.

Analoghi i risultati dello studio sul formaggio, coordinato dal nutrizionista Mauro Antongiovanni (Dipartimento di Scienze Zootecniche) in collaborazione con il gruppo della professoressa Abbate, con l’agronomo Andrea Pardini e la specialista di chimica degli alimenti Nadia Mulinacci. Anche in questo caso è stata arruolata una squadra di volontari sottoposti per dieci settimane a un doppio regime alimentare: prima con un comune Emmenthal, poi con 200 grammi settimanali di un particolare pecorino toscano. Il quale ha queste caratteristiche: è prodotto con latte di pecora di razza Massese, un gregge allevato in pascoli naturali, ovvero alimentato con normale erba fresca, invece del foraggio conservato ormai di norma nella maggior parte degli allevamenti.

Questo semplice ritorno alla natura è bastato a eliminare dal latte delle pecore il 40% degli acidi nocivi (miristico e palmitico) e ad aumentare di cinque volte (500%) gli acidi cosiddetti benefici (l’acido butirrico e, soprattutto, l’acido linolenico coniugato o acido rumenico).Tutte virtù che, una volta trasformato il latte in pecorino, hanno consentito di accertate nei volontari una stabilizzazione di colesterolo e trigliceridi. Al contrario, la dieta a base formaggio industriale ha comportato per tutti un sensibile aumento dei parametri di rischio cardiovascolare: +18% di colesterolo, + 25% di trigliceridi.

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Eventi | Generale

L’autentica cucina fiorentina

by afedossova 31 October 2008 08:12

Dal 1 al 16 novembre il confcommercio Firenze organizza l’iniziativa "Le settimane dell'autentica cucina fiorentina", a cui parteciperanno i settanta ristoranti di Firenze e provincia che proporranno particolari degustazioni ispirate a piatti della tradizione culinaria fiorentina.

Il menu sara' lo stesso per tutti i ristoranti:
per antipasto bruschetta con fagioli cannellini e fettunta il tutto con olio extra vergine d'oliva, insalata di trippa primi piatti pasta e ceci e risotto al piccione;
secondi piatti: braciola di maiale al cavolo nero e baccala alla fiorentina, e per finire castagnaccio e zuccotto.

Si potra' scegliere i singoli piatti o il menu degustazione comprensivo di vino.

I ristoranti che aderiranno all’iniziativa saranno contraddistinti da una locandina in carta tipo pergamena e da una vetrofania; inoltre, al termine della manifestazione, riceveranno un attestato di partecipazione all’evento.
I ristoranti che volessero aderire all’iniziativa possono contattare la segreteria di Fipe Confcommercio ai numeri: 055.2036928/927, o inviare una mail a fipe@confcommercio.firenze.it 
o un fax allo 0552036901
 www.confcommercio.firenze.it

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