
Prosegue con sempre crescente successo
“Dalla Terra…nel piatto” il ciclo di incontri gastronautici ideati e condotti da due guru del settore:
Marco Marucelli giornalista enogastronomo e
Mary Ferrarello sommelier; che si celebra bisettimanalmente al il
Ristorante-enoteca Piazza del Vino di Firenze.
Nella terza serata appena santificata, di questo ideale viaggio per il Belpaese ci siamo soffermati, sotto la guida di Marco e Mary, al centro e i nostri palati hanno fatto la conoscenza di pregiate leccornie di
Lazio, Abruzzo, Marche, Umbria e Toscana.
La filosofia che ha animato gli ideatori di far conoscere ed apprezzare l’enogastronomia italiana in tutti i suoi aspetti era ben viva anche lo scorso martedì e gli aspiranti gourmet, che avevano posto le loro terga sulle panche del ristorante, sono stati soddisfatti da prodotti di eccellenza inesplorati e dalla presenza in sala di molti produttori che hanno fatto vivere l'emozione del ciclo vitale di un prodotto: dl suo concepimento alla degustazione finale.
Un incontro che si avviato con i sapori antitetici di un olio umbro e di uno laziale, che è proseguito con un'onirica verticale di formaggi (dalla ricotta e il pecorino a latte crudo toscani al semi stagionato marchigiano) che è proseguita nel mondo degli insaccati con la laziale curiosità del gusto della salsiccia al coriandolo, con il semisconosciuto ciauscolo anconetano e il celebrato Prosciutto di Norcia e che ha visto poi la sua apoteosi con le primizie di maiale di Simone Fracassi premiate nel mondo e decantate con l'oratoria suadente che gli è tipica dallo stesso produttore presente in loco.
Il piatto caldo con immancabile "diretta televisiva dalla cucina" simpaticamente condotta live, come sempre, dalla frizzante Mary, ha visto protagonisti i celebri bucatini alla Amatriciana in una versione molto equilibrata e i meno noti, ma altrettanto gustosi ed eleganti cannaruzzetti con ricotta a zafferano abruzzesi.
Il glucosio finale è giunto come sempre con il meglio! L'imperdibile torta Pistocchi nella sua declinazione classica al cioccolato fondente e spruzzata di mousse alla nocciola presentata da Claudia Pistacchi in persona e poi finale - e qui apro una parentesi per ringraziare Marco Marucelli della sua sensibilità - con i titolari di Dolci Aveja giunti direttamente e con orgoglio da l'Aquila che ci hanno emozionato con i loro racconti vibranti, ma vitali e non piagniucolosi in cui chiedevano solo il passa parola per far conoscere i loro straordinari dolcetti artigiani e far così ripartire la loro economia e gratificare un forte senso di solidarietà autentica. Noi la finiamo qui, per non sembrare patetici e rimandiamo ad un adeguato spazio, come si merita, quest'azienda.
Finale vinicolo e anche qui Mary ci ha datto il meglio scegliendo con sagacia fra etichette celebri ed altre meno frequentate e allietando la platea con quel suo narrare volutamente semplice sapientemente annaffiato da brillanti anedotti storici: dal Trebbiano d'Abruzzo al Bianco di Torgiano, dal Sagrantino di Montefalco al Chianti Classico, dal Sauvignon laziale al Cerasuolo chietino per finire poi con il classico Vin Santo e con la Lacrima di Morro d'Alba Passito.